universo

L’energia che siamo, il tempo che abbiamo, la felicità che alleniamo

Un percorso di risveglio spirituale attraverso la coscienza non duale, per imparare ad allenare la felicità e coltivare una vera crescita personale spirituale.

L’energia che ci guida

Tra i principi che guidano il mio lavoro, ma anche la mia vita, c’è il credere profondamente nell’energia.

Ogni elemento nell’Universo vibra ad una certa frequenza energetica, che può rispondere alla nostra in maniera armonica o disarmonica, guidandoci nel prendere le giuste decisioni. La nostra energia interiore e l’energia di ogni cosa che esiste è unica, data dalla combinazione di specifici componenti, e possiede una frequenza di vibrazione anch’essa unica — la stessa energia vitale che, in fondo, ci rende tutti distinti e allo stesso tempo parte di un unico campo. Cosa significa non dualità, se non questo: riconoscere che ogni energia è insieme unica e connessa a tutte le altre?

Quando due vibrazioni energetiche entrano in contatto potrebbero attrarsi o invece respingersi, e imparando ad ascoltare il nostro intuito possiamo comprendere qual è la strada giusta per noi — la persona giusta, la scelta giusta, il luogo giusto, ecc.

Più sei consapevole, più puoi capire le dinamiche che generano in te il disagio, la malattia, il malessere — se ce n’è — o che generano in te gioia, felicità e quant’altro. Se ti risvegli sei consapevole: dunque è un passo ulteriore, successivo, perché sei sempre consapevole.

La Coscienza infinita, l’anima immortale

È proprio a partire da questa consapevolezza che possiamo guardare, senza paura, alla nostra finitezza — ed è qui che si apre, davvero, il percorso di risveglio della coscienza.

La nostra vita non è infinita, la vita terrena non è infinita: è la vita della Coscienza che è infinita, meglio ancora, è l’anima che è immortale. Sono due cose differenti: l’infinito è finito, il mortale è eterno!

Nel concetto di infinito lo dice anche la geometria: due rette parallele si incontrano all’infinito, è vero o no? Ecco, questo infinito dunque è un punto in cui si incontrano, dunque è finito, cioè è un infinito ipotetico di cui io non vedo la sua proiezione, ma so che queste due rette parallele si incontreranno in quel punto — dunque è un punto che sarà la finitezza delle due rette parallele. Dunque, l’infinito non è immortale: la Coscienza è infinita, quante infinite sono le dimensioni; l’anima invece è immortale, cioè eterna.

Cos’è la coscienza superiore, allora, se non proprio questo: la parte di noi che non nasce e non muore, e che attraversa la finitezza senza esserne mai davvero toccata?

Il valore delle nostre ore

La nostra incarnazione terrena è caduca e finita. Allora, in rapporto a questo, bisogna dare un valore alle nostre azioni, un valore ai nostri giorni, un valore alle nostre ore, un valore a ciò che noi siamo in ogni istante, proprio in rapporto a questa finitezza!

E allora, dal punto di vista energetico planetario, il punto in cui siamo in questo momento è un punto che ci fa vedere un’umanità che sta finendo o, per lo meno, è un’umanità che finirà per dare poi corso ad un altro tipo di umanità: quindi siamo in quest’età, in questo imbuto, in cui le nostre vite terrene hanno un valore solo nella misura in cui le mettiamo al servizio! Al servizio di cosa? Al servizio del Sé!

Come si allena la felicità?

E mettersi al servizio del Sé, ogni giorno, comincia da un gesto molto concreto: come si coltiva la felicità?

Troppo spesso leghiamo la nostra felicità ad aspettative altissime; ma la nostra felicità va allenata quotidianamente, non solo nei rari momenti di trionfo… Ed è proprio qui che si gioca la differenza tra felicità e trionfo: il trionfo è raro, la felicità va coltivata ogni giorno.

La felicità è innata o si costruisce? La felicità non è una dote innata e non può essere infusa per magia. Come credere di più in se stessi, allora? Credere in noi stessi è il risultato di un percorso graduale di trasformazione, come un allenamento dei “muscoli” della psiche.

I muscoli della psiche: cosa sono, se non gli strumenti con cui, ogni giorno, alleniamo la nostra felicità? Sono un intreccio di concentrazione e determinazione, di disciplina mentale ed autostima, di dedizione e ascolto interiore, di osservazione di sé e presenza mentale, di meditazione quotidiana e movimento consapevole, di guarigione energetica che nutre il benessere psicologico. In altre parole: concentrazione, determinazione, autostima, disciplina, dedizione, ascolto, osservazione, meditazione, movimento, guarigione energetica…

Sono proprio queste le pratiche per allenare la mente ogni giorno — piccoli gesti ripetuti, non imprese eccezionali.

C’è un principio che attraversa tutto questo, e che ci riporta al cuore di ciò da cui siamo partiti: l’energia non si crea e non si distrugge, esiste sempre, e può cambiare forma infinite volte. Noi abbiamo il potere di trasformarla — lavorando sui nostri pensieri e sulle nostre emozioni, possiamo farle passare da negative a positive.

Questo principio ci guida in due direzioni. Da un lato ci fa prendere coscienza che nulla finisce davvero, e che nemmeno la morte è la fine: la nostra energia prenderà semplicemente nuova forma — e il tuo credo personale può guidarti nello scegliere quale forma sarà.

Dall’altro lato, ci permette di prendere potere sull’energia: attraverso le azioni quotidiane, pratiche diverse, piccoli rituali di ogni giorno, possiamo agire per trasformarla, cambiarla, produrre risultati concreti. Una pratica meditativa, ad esempio, può farci passare il cattivo umore. Un atto di gentilezza verso qualcuno in difficoltà può aprire nuove possibilità per quella persona.

Ecco, in fondo, come si allena la felicità: non con un dono ricevuto una volta per sempre, ma con una trasformazione interiore rinnovata ogni giorno — istante dopo istante, pensiero dopo pensiero, gesto dopo gesto. Ed è così che le nostre ore, finite, tornano a mettersi davvero al servizio del Sé.

 Darshana Patrizia Tedesco

Di |2026-07-24T15:17:31+00:00Luglio 24th, 2026|Blog|0 Commenti

Il tempo è vuoto

Gli insegnamenti dei Maestri –

“ Il Buddha diceva che il tempo è vuoto, parlava del vuoto come dimensione dello spirito e diceva anche che il mondo, la realtà è un’illusione,  quindi tutto ciò che tu vedi è un’ illusione, in qualche modo non esiste. Se non esiste dov’è questa realtà? C’è una realtà che tu crei attraverso la mente, la mente genera la tua realtà dunque è totalmente illusoria  perché è una realtà che generi tu, e lui e lei, dunque potrebbero essere tre realtà differenti che poi possono interagire tra di loro, chiaramente interagiscono tra di loro, ma non c’è una realtà oggettiva, né c’è una verità oggettiva perché il punto di vista di uno è la sua realtà che interagisce con la realtà di un altro, che è la sua realtà. Dunque non c’è una realtà oggettiva, né c’è una verità oggettiva. Il Buddha ci proponeva di meditare su questo e ha creato tutta una serie di insegnamenti,  che non sono ancora stati esplicitati nella loro grandezza. Il concetto di non-mente del Buddha per me, nella mia esperienza del risveglio, non è altro che una sorta di vuoto quantico in cui il pensiero gravitazionale genera costantemente flussi di vuoto-pieno, come  se il  fenomeno gravitazionale  sia contaminato dai flussi psichici.
Un altro grande Maestro giunse dopo il Buddha a dirci che la vera mente dell’essere umano è il cuore, la vera mente di tutti gli esseri senzienti è il cuore. Questo Maestro era Gesù il Cristo che ci venne a parlare della legge dell’Amore, a svelare profondamente una delle chiavi principali dell’universo: l’energia elettrodebole, cioè il potere aggregante delle particelle subatomiche che creano la forma perché si cercano disperatamente per unirsi. Si cercano in base ad una legge di corresponsione, di reciprocità e di equipollenza perché non sono cariche più potenti l’uno dell’altro, ma sono cariche equipollenti che si cercano in un turbinio di movimento costante,  incessante, per aggregarsi e generare la forma. La forma è la materia. Quindi questo Maestro ci viene a rivelare, a svelare la natura stessa dell’universo, una chiave grandissima: è il tuo cuore cioè è la mente-cuore che ti può portare alla mente mente. Il tempo del Buddha è un tempo di barbarie, lui viveva in questa ascesi profondissima, ma intorno a lui c’era la barbarie, un tempo  ancora primitivo. Lo stesso Gesù il Cristo viveva e predicava ai pescatori, gente umilissima senza nessuna cultura andava a sentirlo e lui parlava dei grandi sistemi, parlava di fisica quantistica: «io sono qui e in ogni dove», ma questo è l’essere multidimensionale! Io sono qui e in ogni dimensione. E predicava ai pescatori. Ma Il Buddha e il Cristo predicavano per quel tempo? No, predicavano anche e soprattutto per  il tempo di oggi.
Mi interesso dei linguaggi della scienza spirituale semplicemente per codificare e decodificare la realtà ordinaria perché essa contiene un mistero grandissimo che può essere solo svelato attraverso la scienza spirituale. Questi insegnamenti erano anzi tempo, hanno creato una semenza, una preparazione che avrebbe portato piano piano l’umanità verso quel risveglio della consapevolezza che oggi siamo in grado di accogliere. Perché questa consapevolezza è anche una vibrazione,  cioè è una qualità vibratoria e un corpo che vive in un certo modo non può arrivare a quella vibrazione.
Entrambi, sia il Buddha che il Cristo di fatto nella loro corporeità fisica hanno fatto delle esperienze molto terrene: il Buddha è morto avvelenato e Cristo è morto sulla croce, cioè in qualche modo quell’aspetto della materia ha trovato una forma di espansione di un certo tipo che dovesse passare attraverso la consunzione della materia stessa cioè, per parlare della materia, per parlare della realtà ordinaria è come se avessero dovuto fare un’esperienza di consunzione, di una vera e propria alchimia che dovesse passare profondamente nell’esperienza fisica. Un preciso disegno spirituale, di cui anche le forze spirituali oscure fanno parte. Un maestro spirituale ha la perfetta percezione di questo disegno, e lo accetta volontariamente, la sua morte è un atto di “ concorso” di volontà, che si inserisce in un “ mandato” scelto per elevare l’umanità.
Dopo il Buddha e il Cristo un altro grande mistero che mi piace nominare è Babaji l’Immortale: rappresentazione altissima, è il mai nato, il mai morto, quindi rappresenta il principio universale del cambiamento, tutto è in movimento. L’universo non si distrugge, ma si genera e si crea continuamente, in un continuo processo di mutazione, di trasformazione. Ecco l’Immortale rappresenta la condensazione di queste grandi energie sia del Cristo che del Buddha, cioè rappresenta, insieme a Loro la Coscienza Illuminata che viene chiamato Melchisedek -il Sempre Veniente,  cioè  colui che torna per l’evoluzione dell’umanità. Attenzione, “umanità” non intesa come essere umano  ma “umanità” intesa come specie, quindi sia tutti i regni che l’umano terrestre, ma anche l’umano galattico. In realtà il cambiamento dimensionale non sta avvenendo solo per il pianeta Terra, ma è un cambiamento che avviene all’interno di tutta la galassia,  e frattalicamente,  potrebbe interessare altre infinite galassie se noi siamo l’espressione, la parte di quell’intero-tutto… ” Darshanaji tratto dal libro EOS_ Una via di trasformazione e risveglio 

articolo per rivista Angeli settembre-ottobre 2022

Il mondo nella “realtà” è un’illusione by Darshanaji

“E noi, nel cercare Dio, in realtà non stiamo cercando Dio : stiamo cercando la nostra fede. Perché Lui c’è, c’è sempre stato e sempre ci sarà.
E’ come se dovessimo mettere alla prova la nostra capacità di vederlo, la nostra capacità di sentirlo, la nostra capacità di percepirlo, la nostra capacità di abbracciarlo, la nostra capacità di nutrircene. Lui è là, anzi; più che là, Lui è qui.
Perché tua Madre è dove sei tu! Noi, in questa ricerca di Dio, altro non stiamo che cercando noi stessi. E più noi ricerchiamo noi stessi, più Dio è presente in noi. La ricerca di sé contiene in sé lo spirito del Sé.”

Le più recenti scoperte della fisica quantistica confermano le visioni  mistiche dell’antichità presenti nei simboli degli archetipi, dalle mitologie all’alchimia, in che modo Eos esprime la natura simbolica dello spirito?

Con l’energia Eos attraverso la geometria sacra dei suoi Simboli e la sua sequenza di movimenti sacri scaturiti dai simboli stessi, colmi del Soffio dello Spirito, con la funzione reale di benedire, consacrare e spiritualizzare il mondo fenomenico e immanifesto, agiamo con un processo alchemico che ritorna all’Energia Pura, per ricreare l’Essere Adamantino, il Vajrasattva, il Buddha della purificazione e della guarigione. L’iniziazione-attivazione dei chakra che opero sulla persona, facendo uso dei segni dello Spirito-Fonte, equivale alla discesa dell’alchimia della Grande Opera, per cambiare e ampliare nel risveglio la percezione dell’umanità del Terzo Millennio. Noi attiviamo parti subatomiche di noi stessi che facilitano l’intreccio con altre parti subatomiche del campo permettendo stati di entanglement su diversi livelli dimensionali, oltre la dualità della mente.

I mistici, gli yogi, gli illuminati entrano in uno stato alterato di coscienza per comprendere ciò che la mente, come struttura sinaptica elettrica non può comprendere ma solo sperimentare in uno stato di risveglio. Vedi Cap. IV

“Dio non ” esiste” se non attraverso di me, attraverso noi stessi, attraverso ogni cosa in questo creato, Dio è la Fonte e si manifesta in ciò che vediamo, in ogni cosa che guardiamo, in ogni cosa che creiamo, in ogni pensiero, atto nostro, in ogni singola particella di natura, di mondo, di galassia, di Universo… la Forma che tutto crea in un flusso costante, un immenso frattale che riproduce se stesso in ogni istante”

Se l’universo è in qualche modo una struttura olografica, la consapevolezza deriva e dipende da essa. Le teorie basate sul paradigma olografico possono portare a leggi e comprensioni unificate della coscienza e dell’universo?

Numerosi sono gli esperimenti scientifici che hanno evidenziato come qualunque pattern di memoria, come ad esempio la mente umana ed animale, le proprietà chimiche, i loro stati e le loro catene reattive e di consolidamento, i cromosomi, il DNA, l’RNA, così come le leggi fisiche con un senso temporale, sono simili ed esprimibili come una serie di fronti d’onda – l’insieme di punti che vibrano concordemente in posizione di equilibrio assumendo lo stesso valore in ogni istante- e che permeano il tutto interagendovi.

Il mondo come lo pensiamo nella “realtà” è un’illusione. Non esiste un vero e proprio spazio tridimensionale o quadridimensionale, né esiste il tempo, c’è solo un tutto senza parti distinte, formato da infinite onde o stringhe che interagiscono in una serie dinamica di movimenti e trasformazioni connaturate ad un eterno presente che non diviene, ma cambia. Una coscienza-vibrazione: la forma è infatti solo un’area vibrazionale più densa del campo energetico unificato. 

Noi viviamo e sperimentiamo un livello illusorio della realtà effettiva, qualcuno la descrive anche come una Matrix simulazione di un computer “universale”. Anche il Buddhismo Zen nei sui antichi insegnamenti descrive la realtà come illusoria. Nei Veda si parla di un assoluto che è ovunque, in una sorta di principio di non-località quantistica, nel qui e ora.

La nostra mente, la nostra consapevolezza, il corpo stesso altro non sono che riflessi, immagini e ologrammi del vero mondo reale che possiamo solo immaginare ma che dobbiamo poter finalmente sperimentare come un cammino di risveglio e realizzazione del Sé, anche con l’aiuto della scienza, ma ciò può accadere solo attraverso una via dello spirito, così come insegnato nell’apprendimento del Metodo Eos.

“… Il Respiro dell’Universo é ciclico, tra una fase di inspiro -contrazione e di espiro-espansione c’è un attimo di apnea. In quello spazio di vuoto cosmico dobbiamo poter generare l’Azione Consapevole.

E’ un momento di apparente silenzio dove il fuoco alchemico, trasmuta e divora, rigenerando la ciclica ruota del tempo tra le leggi della Creazione e la Caduta.
Oltre ogni misura di spazio -tempo il principio del Non Nato genera il Silenzio.
Ogni cosa apparentemente nel Caos prepara il Non-Tempo. La Babele dell’apocalisse elettronica limita il fluire della vostra Volontà…”

©Darshana P. Tedesco, tratto dal libro ” EOS- Il Codice di Luce della Nuova Genesi-Una via di trasformazione e risveglio” Ed. L’Età dell’Acquario

Di |2024-07-29T15:51:26+00:00Gennaio 26th, 2021|Blog, Sguardo Cosmico|0 Commenti

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