Viaggio iniziatico nella Terra dei Celti
Solstizio 19-21 Dicembre 2015
Solstizio 19-21 Dicembre 2015

Nei testi antichi e nelle tradizioni orali di tutto il mondo si trovano riferimenti a un luogo segreto o speciale all’interno del cuore.
Una breve citazione dei versi della Chandogya Upanishad dice: “Vasto come questo spazio esterno è il minuscolo spazio dentro al nostro cuore: in esso si trovano il cielo e la terra, il fuoco e l’aria, il sole e la luna, la luce che illumina e le costellazioni, qualunque cosa quaggiù vi appartenga e tutto ciò che non vi appartiene, tutto questo è raccolto in quel minuscolo spazio dentro al vostro cuore”.
Un altro riferimento è costituito dal libro collegato alla Torah detto “La camera segreta del cuore”.
E forse la scienza sta incominciando ad affrontare cautamente proprio questa comprensione. Un gruppo di ricerca, l’Institute of HeartMath (N.d.T.: Istituto di matematica del cuore) di Boulder Creek, in California, collegato all’Università di Stanford, ha scoperto alcuni nuovi dati molto interessanti. Queste informazioni potrebbero essere utili ad alcuni di voi che stanno cercando di comprendere il cuore. Non è un’impresa facile, ma quando la mente collabora, il cuore risponde.
C’è sempre stato questo paradosso: quando viene concepito un bambino, il cuore umano inizia a battere prima che il cervello sia formato. Ciò ha portato i medici a chiedersi da dove provenga l’intelligenza necessaria ad avviare e regolare il battito cardiaco.
Con sorpresa del mondo medico, gli scienziati dell’HeartMath hanno scoperto che il cuore ha il proprio cervello – sì, un autentico cervello con vere e proprie cellule cerebrali. È molto piccolo, ha soltanto all’incirca quarantamila cellule, ma è un cervello e ovviamente è tutto ciò di cui il cuore ha bisogno. Questa è stata una scoperta di enorme importanza e conferma la veridicità delle affermazioni di coloro che per secoli hanno parlato o scritto sull’intelligenza del cuore.
Gli scienziati dell’HeartMath hanno fatto una scoperta forse ancora più grande riguardo al cuore. Hanno dimostrato che il cuore umano genera il campo energetico più ampio e potente di tutti quelli generati da qualsiasi altro organo del corpo, compreso il cervello all’interno del cranio. Hanno scoperto che questo campo elettromagnetico ha un diametro che si estende dai due metri e mezzo ai tre metri, con l’asse centrato nel cuore. La sua forma ricorda quella acciambellata di un toro, forma spesso considerata la più unica e primaria dell’universo.
Per chi ha studiato entrambi i volumi de L’antico segreto del Fiore della Vita queste informazioni sul campo toroidale del cuore suoneranno molto familiari. Nel Cubo di Metatron si possono trovare i cinque solidi platonici l’uno dentro l’altro, e ciascuno di essi contiene in sé una copia più piccola della forma originale – un cubo dentro un cubo, un ottaedro dentro un ottaedro e così via.
Qui è raffigurato un campo elettromagnetico toroidale che sorge dal cuore, con un campo toroidale più piccolo al suo interno, ed entrambi sono centrati sullo stesso asse, proprio come i cinque solidi platonici nel Cubo di Metatron.

I campi elettromagnetici generati dal cuore permeano ogni cellula e possono agire come un segnale sincronizzatore per il corpo in maniera analoga all’informazione portata dalle onde radio. L’evidenza sperimentale dimostra che questa energia non solo è trasmessa internamente al cervello ma è anche recepibile da altri che si trovino nel suo raggio di comunicazione. Il cuore genera il più ampio campo elettromagnetico del corpo.Il campo elettrico come viene misurato dell’elettrocardiogramma(ECG) è all’incirca 60 volte più grande in ampiezza di quello generato dalle onde cerebrali registrate da un elettroencefalogramma (EEG). La componente magnetica del campo del cuore, che è all’incirca 5000 volte più potente di quella prodotta dal cervello, non è impedita dai tessuti e può essere misurata a diversi piedi di distanza dal corpo con uno Strumento a Superconduzione di Interferenze Quantiche (SQUID) basato su magnetometri.
E’ stato anche rilevato che le chiare modalità ritmiche nella variabilità della cadenza del battito cardiaco sono distintamente alterate dall’esperienza di differenti emozioni. Questi cambiamenti nelle onde elettromagnetiche, nella pressione sanguigna e in quella sonora, prodotti dall’attività del ritmo cardiaco sono percepite da ogni cellula del corpo a ulteriore supporto del ruolo del cuore quale globale e interno segnale di sincronizzazione.
Drunvalo Melkesidek
[Fonte: Applications of Bioelectromagnetic Medicine (Applicazioni cliniche di Medicina Bioelettromacgnetica). P.J. Rosch e M.S. Markov, New York 2004 – Istitute of HeartMath® – www.heartmath.org]
“E’ passato un anno dal mio primo trattamento di EOS-Energia Olografica Sistemica®, ed è stata incredibile la quantità di eventi che si sono susseguiti, e che mi hanno portato a scrivere questa testimonianza.
A guardare questo periodo nella sua interezza, mi rendo conto di come la qualità vibratoria degli Elohim e del Melkisedek tramite Darshana abbia lavorato costantemente, minuziosamente, per eliminare una ad una tutte le resistenze che avevo accumulato nella vita.
Ad essere franchi, sono tantissime, ciò che mi ha permesso EOS® è stato il loro riconoscimento, probabilmente la vita avrebbe impiegato molti
anni per rendermene consapevole. La potenza e la velocità di questa tecnica non ha eguali.
Nella mia personale esperienza ho vissuto una vera e propria rinascita nel rapporto col prossimo e con la famiglia, liberandomi da inutili pregiudizi
ed andando a rimarginare ferite antiche che si ripercuotevano costantemente nel presente, che non mi permettevano una reale apertura con l’altro.
Al contempo mi sono sentito pervaso da una sensibilità nuova, fresca, che sono convinto appartenga a tutti indiscriminatamente, la sensazione di
togliersi di dosso abiti pesanti e sentirsi accarezzare la pelle dal vento. Ogni blocco, ogni struttura di pensiero che si vedeva scoperta, lasciava spazio ed ampio respiro alla verità di me, che si sentiva sempre più connessa alla vita, e come un bambino se ne meravigliava.
Sono andato esplorando di nuovo me, alla scoperta delle mie passioni, di quel che fa stare bene davvero, supportato da quest’energia amorevole che mi donava uno slancio incredibile ed una fiducia direi scientifica. Mi sono visto lentamente abbandonare stili, regole, ed abitudini che non nutrivano realmente, e più mi permettevo di lasciare andare questi condizionamenti, più sentivo crescere in me possibilità infinite, che puntualmente mi venivano offerte nella quotidianità, lasciando che fossi io a decidere se portarle avanti o no, non gli eventi.
Non dico che non ci siano stati momenti difficili, dico che non avrei saputo forse affrontarli in modo migliore, mi sentivo comunque supportato, mi sentivo sostenuto, tanto che mi riusciva a tratti di accorgermi del problema, preso com’ero e come ancora sono dalle continue soluzioni che trovavo ovunque e che co-creavo, all’occorrenza.
Sono tutt’ora stupito dalle quantità di prove che ho affrontato e superato, di come sia stato in grado di non cedere allo sconforto, anzi di trovare sempre l’occasione per sorridere, stare bene e far stare bene il prossimo.
EOS- Energia Olografica Sistemica® non è solo una tecnica vibrazionale, e non è certamente una soluzione magica. Quel che fa è renderti consapevole della magia che sei, di ciò che spesso si sente il bisogno di nascondere, proteggere. E’ l’acqua che aiuta a fiorire.
Ed è anche unità, famiglia. I rapporti che si vengono a formare tra donatore e ricevente divengono immediatamente empatici, e si basano su un
amore fraterno e spontaneo che non conosce tempo.
Trattare con EOS® è un’esperienza bellissima, che diviene sempre più intensa con la pratica, ti permette quasi di sentire il ricevente, il suo cuore che batte all’unisono col tuo, le sue gioie e dolori che si fondono in uno scambio che diviene guarigione.
Durante il trattamento l’atmosfera di sacralità è quasi tangibile, ed è percepibile da tutti secondo il grado di sensibilità e la quantità di tempo dedicato.
Sono operatore EOS® da molti mesi, e mi regala gioie continue, per me è una splendida opportunità, sono grato a me stesso, sono grato a Darshana , maestra di luce e amorevole veicolo dei Maestri Guaritori Cosmici, e sono grato a tutti gli operatori e praticanti, per me sono fratelli in questo viaggio di meraviglie.
Perchè per me EOS® è anche un viaggio, una luce che ti accompagna costantemente, illuminando il cammino che hai scelto per te da quando sei nato.
Ho avuto la possibilità di riassistere al seminario come operatore, quell’occasione è ancora ben impressa dentro di me.
E’ stato come rileggere un libro di fiabe quando sei adulto. Le frasi e i personaggi che ti meravigliavano da bimbo che tornano a sfiorarti il cuore
con un’altra ottica, e ne trovi il significato profondo che non poteva che sfuggirti da giovane.
E’ stato come tornare a scuola, e mi ha permesso di vedere più in profondità la bellezza di questa tecnologia dell’anima, e di riflesso la bellezza e la perfezione del creato, della vita, della relazione tra loro, mi ha permesso di vedere e sentire l’amore come scambio, come dono, come equilibrio, e di viverne appieno il significato, con sempre maggior consapevolezza.
EOS-Energia Olografica Sistemica® è anche un Maestro silenzioso, che preferisce accompagnarti alla soluzione, piuttosto che mostrarla, educando senza insegnare.
Nella mia esperienza finora, a questo punto del viaggio, questo è EOS. Dentro di me ho la certezza che ancora di più sarà nel domani, dove ho ancora tanto da liberare, da creare, da vivere, nel rispetto e nella bellezza, nella fiducia e nella determinazione. Nell’Amore.”
Patrizio Colagiovanni, musicista
Operatore di EOS-Energia Olografica Sistemica® ideata e diffusa da Darshana Patrizia Tedesco
Diario di viaggio
15 ottobre 2012-
L’UNITA’ nella DIVERSITA’-
AUROVILLE e il pensiero di Sri Aurobindo e Mère
E’ un miracolo che gli uomini possano amare Dio, ma non riecono ad amare l’umanità. Di chi sono allora innamorati? (Sri Aurobindo in “Aiutare l’Umanità”,ed.Domani,2006))
Un magnifico albero di Banian si espande possente accanto al Matrimandir, la costruzione sferica dorata che si trova al centro di Auroville, la città voluta da Sri Aurobindo e Mère a testimonianza di una possibilità di osmosi e unità umana, oltre ogni diversità culturale, religiosa, politica, sociale.
Il genio architettonico del Matrimandir si staglia in un fitto panorama di alberi, cespugli fioriti e aiuole curatissime, al centro di una geometria territoriale che richiama la galassia e che si irradia attraverso strade e costruzioni in tutta l’area che accoglie la cittadella, a pochi chilometri da Pondicherry, città natale di Sri Aurobindo, nel Tamil Nadu, India del Sud.
Dopo la lunga permanenza a Golden City di Sri AmmaBhagavan, e un breve tour attraverso città di templi e tradizioni induiste, sono arrivata ad Auroville per entrare in contatto con l’energia di un luogo che conserva intatta la forza del pensiero del grande filosofo e yogi Sri Aurobindo e della sua compagna Mère che tanto ancora illuminano il cammino delle nostre generazioni.
Anzi potremmo dire che l’attualità della loro ricerca durata decenni, dai primi del novecento fino agli anni settanta, attrae giovani e liberi ricercatori da ogni parte del mondo che qui giungono per sperimentare il campo di frequenza della manifestazione supermentale.
“…il modo migliore di far progredire l’umanità é avanzare personalmente, ciò può sembrare individualistico o egoistico, ma non lo é…come dice la Gita – Tutto ciò che fanno i migliori viene preso a modello dagli altri…”(Sri Aurobindo in “Aiutare l’Umanità, ed.Domani,2006)
Auroville: realizzare l’unità umana nella diversita’.
Auroville e’ situata nel Sud dell’India, nello Stato del Tamil Nadu (alcune parti sono nello Stato di Puducherry), pochi chilometri all’interno della costa di Coromandel, circa 160 km a sud di Chennai (l’attuale nome di Madras) e 10 km a nord della citta’ di Puducherry.
E’ stata fondata quarantadue anni fa in una zona di tre km di diametro, completamente deserta a quei tempi, che è stata riforestata con una vegetazione lussureggiante. Il progetto prevedeva che intorno alla città ci fosse una “cintura verde” di foreste e fattorie, utile a proteggerla e a fornire agli abitanti frutta, verdura, riso.
Il 28 Febbraio 1968 circa 5.000 persone si riunirono vicino all’albero di banyan al centro della futura citta’ per la cerimonia di inaugurazione cui presero parte i rappresentanti di 124 nazioni, compresi tutti gli Stati dell’India.
I rappresentanti portarono con se’ una manciata di terreno dalla propria terra natale, che venne depositata all’interno di un’urna in marmo bianco, a forma di fior di loto, che si trova nel centro focale dell’Anfiteatro. Nello stesso momento La Madre dichiarava i 4 punti di quella che fu denominata Carta di Auroville.
La finalita’ di Auroville e’ di realizzare l’unità umana nella diversita’.
Oggi Auroville e’ riconosciuta come il primo ed unico esperimento internazionalmente costituito e funzionante, proteso verso l’ unita’ umana e la trasformazione della coscienza interessata anche alla ricerca pratica di una forma di vita sostenibile e alle future necessita’sia culturali che ambientali, sociali e spirituali dell’umanita’.
Il concetto di Auroville venne in mente a Mère (La Madre) fin dal 1930. Verso la meta’ degli anni ’60 la Societa’ Sri Aurobindo in Pondicherry le propose di dare inizio a una tale citta’.
Il progetto venne presentato al Governo Indiano che lo appoggiò e lo porto’ all’Assemblea Generale dell’ UNESCO che nel 1966 lo approvo’ all’unanimita’ , con una risoluzione che raccomandava Auroville come progetto di basilare importanza per il futuro dell’umanita’, dandogli quindi il suo completo appoggio.
Attualmente è una cittadina di oltre 2000 abitanti, provenienti da oltre 40 Paesi del mondo, che convivono in modo pacifico, si autogestiscono e prendono decisioni assieme, offrono la propria cultura tramite il cinema, la musica, il teatro, ma anche il cibo, l’arte, la spiritualità, elemento basilare di Auroville, che è al di sopra delle forme delle religioni e privilegia molto la spiritualità tramite la meditazione, individuale e collettiva, i momenti socializzanti di canti di mantra o di danze e musiche.
La città venne fondata infatti sulle indicazioni del pensiero filosofico di Sri Aurobindo, filosofo del karma yoga, lo yoga integrale (lo yoga del “fare”) e dell’evoluzione della nostra specie che, come si è evoluta nel corso dei millenni , così sta continuando ad evolversi in una direzione positiva e “divina”.
Il termine “divino” viene usato qui in termini di ricerca spirituale ed evolutiva, tanto da essere accettato persino dall’ex URSS comunista che nel 1968 partecipò con altri 240 Paesi del mondo alla fondazione di Auroville.
Argomenti tratti da
“Ci viene detto che il Divino é in ogni cosa. Perchè le cose non cambiano?Per il fatto che il Divino non ottiene risposta, che non tutto risponde al divino.
Si deve cercare in fondo alla coscienza per vederLo.
Che cosa volte fare per servire l’umanità? Dare da mangiare ai poveri?Potete nutrirne milioni ma non é una soluzione, il problema rimane lo stesso.
Dare all’umanità delle condizioni di vita nuove e migliori? Il Divino è nell’umanità perché allora le cose non cambiano?…
Come volete aiutare l’umanità? Non sapete neppure di che cosa ha bisogno. Forse sapete ancora meno quale potere state servendo. Come potete cambiare qualcosa senza aver prima cambiato voi stessi?
(Mère in “Aiutare l’Umanità” ,ed.Domani,2006)
Matrimandir
Il parco dell’Unita’, situato al centro della citta’ internazionale di Auroville, comprende:
• Il Matrimandir, che rappresenta la Madre universale o la Consapevolezza Divina
• Le dodici stanze nei Petali del Matrimandir, che rappresentano le 12 qualita’ della Madre Universale
• I dodici giardini intorno al Matrimandir, che rappresentano I dodici poteri della Madre Universale
• Il “laghetto del loto” sotto il Matrimandir
• L’albero del banyan, centro geografico di Auroville, con l’adiacente Giardino dell’unita’
• L’anfiteatro, situato dove ebbe luogo la cerimonia di inaugurazione, 40 anni fa.
Il Matrimandir e’ un tempio della Madre Universale ed é l’anima di Auroville: e’ a disposizione di coloro che, nelle parole di Madre, realmente vogliono imparare a concentrarsi. Il Matrimandir non e’ un tempio in senso convenzionale, ne’ e’ un luogo di culto, e non e’ da associare con alcuna religione, antica, presente, nuova o futura.
La sua forma sferica rappresenta l’unità di tutte le forme.
Al suo interno la purezza della grande sfera di cristallo catalizza il raggio solare, nel grande silenzio della sala circolare cui si accede in totale silenzio in un ambiente ovattato in cui domina il colore bianco e una futuristica architettura.
Da qui il raggio amplificato passa in perfetto allineamento nella piccola sfera posta al centro del grande fiore di loto di marmo dove lo scorrere perenne dell’acqua ricorda l’incessante fluire di tutte le cose.
Porto via con me il silenzio della sala avveniristica come una astronave e i riverberi del raggio solare sul cristallo che nella mia retina hanno disegnato geometrie sacre e scale ascensionali verso le menti oltre la mente, amplificandone il Risveglio.
Raggiungerò presto L’Italia con il ricordo della possente bellezza di questa parte di India pur nella sua contraddittoria quotidianità.
Arrivederci Terra di Dei e Maestri.
Darshana Patrizia Tedesco
“Se vediamo le cose in modo diverso, anche le cose accadono in modo diverso”.
“Il Risvegliato vede tutto come UNO.
Il non risvegliato vede l’Uno come tutti “. (Sri AmmaBhagavan)
Approfondimenti:
Kryon, l’entità angelica che viene canalizzata in varie parti del mondo
come la qualità di Coscienza Cristica che aiuta l’umanità nel passaggio
alla Nuova Era, insegna il respiro dell’infinito
che è molto simile alla respirazione del Kriya Yoga
e lo insegna per superare la paura della morte.
La paura della morte è una paura atavica dell’uomo
la sfida della morte è un’altra forma trasversale dell’uomo
giocare con il proprio destino, con i propri limiti.
I bambini piccoli trattengono il respiro per giocare a fare il morto
ed è un modo di allenarsi alla possibilità che la vita si sospenda di colpo
ma come dicevo la morte non esiste,
è solo un cambiamento di stato
passare da uno stato di coscienza ad un’ altro stato di coscienza
stato di coscienza altra che noi non conosciamo apparentemente
ma che invece è lo stato astrale dell’inconscio
del sogno o quello del sonno lucido.
Quando noi dormiamo tutti i sensi sono sospesi
la respirazione si abbassa, si allenta, sembra quasi fermarsi
il corpo si raffredda, si irrigidisce, si ferma in una o due o tre posizioni
che cambiamo più spesso solo nella fase rem
altrimenti per circa 4/5/6 ore noi rimaniamo immobili senza sentire
respirando pochissimo, senza vedere, senza deglutire
( anche se qualcuno soffre di bruxismo, qualcuno russa).
Siamo come morti e che cosa vive durante il sonno?
l’Inconscio, cioè una realtà altra.
Questo stato di coscienza altra è lo stato astrale
che appartiene al corpo emozionale.
Il controllo del corpo emozionale ci permette di controllare l’astrale
e di passare alla mente buddhica, quindi abbandonare la mente.
La mente buddhica é l’oceano della consapevolezza.
I maestri dicono sempre che in ogni uomo, anche nel più rozzo
alberghi un pollice di consapevolezza
quindi quel pollice può diventare un tronco.
In ogni uomo, quindi, c’è l’atma, c’è la fiamma
quella briciola di respiro che può farti diventare santo.
Diversi sono i livelli di Samadhi che dipendono
sia dal grado di consapevolezza e di comprensione di ogni essere umano
che dalla via spirituale scelta.
In pratica si può arrivare alla fusione con l’Assoluto in diversi modi:
nel Raja Yoga si arriva al Nirodha Samadhi, ossia l’Estasi Divina
che compare grazie alla sospensione delle fluttuazioni mentali;
nel Bhakti Yoga si arriva al Bhava Samadhi
stato di sovracoscienza a cui si arriva attraverso
un’intensa manifestazione dell’Amore Divino.
Con il Kriya Yoga si arriva al Samadhi con le fluttuazioni del respiro.
Con l’Hatha Yoga si arriva al Samadhi attraverso il risveglio dell’energia Kundalini,
l’energia gigantesca presente allo stato latente in ogni essere umano in Muladhara Chakra
alla base della colonna vertebrale, lungo la quale poi sale fin sulla cima della testa
dove si trova Sahashrara Chakra
il centro di forza che ci mette a diretto contatto con l’Assoluto.
Il Vedantico arriva al Bheda Samadhi
in cui si arriva alla presa di coscienza dell’irrealtà di questo mondo fenomenico,
mentre un Cristiano arriva a vivere lo stato di “Coscienza Cristica”
stato in cui la sua volontà si fonde con la Volontà Divina.
Quindi le tecniche millenarie sono tecniche che ci aiutano a lavorare
sulla sospensione del respiro e dei sensi
per imparare a controllare il corpo emozionale
il corpo astrale portandoci oltre, nella mente buddhica
passando poi nel corpo mentale, nel momento in cui ho il controllo del mentale
posso avere il controllo dell’astrale e quindi anche del causale.
Quando ho la consapevolezza di tutti questi stadi arrivo alla mente buddhica.
E rientro nel cielo della compassione.
Il Buddha è l’eterno Dharmakaya “Corpo della Verità”che è incondizionato
increato, non-prodotto, senza confini, inafferabile, imperscrutabile ed immortale.
il Buddha-dhatu é l’eterna Essenza Buddhica di tutti gli esseri senzienti
increata, totalmente pura, incondizionata, inviolabile, indistruttibile,
sempre stabile e incrollabile (svabhava).
È la forza vitale (jivaka), il nutriente potere all’interno dell’essere
che lo sostiene e che, quando è pienamente visto e riconosciuto
trasforma quest’essere in un Buddha.
È il “Vero Sé” (satyatman) o il “Grande Sé”(mahatman)
del Buddha stesso ed è ‘onnisciente’ (sarvajna).
Esso non è altri che la Realtà
è onnipresente al nostro interno, proprio qui ed ora.
Meditare ci porta ad entrare profondamente nel cuore,
poichè la mente non esiste più e l’unico rifugio rimane il cuore …
se trovo rifugio nel 1 chachra è puro istinto, il 2 è puro possesso,
il 3 è puro blablabla, nel 5 non vivo l’esperienza della compassione,
quindi vivo l’ego spirituale e nel 6 e 7 non si apre la porta.
Il 6 e 7 non ci faranno mai entrare, troveremo le porte sbarrate
perchè dobbiamo passare dal cuore.
Quando si dice prendere rifugio nel Buddha, significa anche
prendere rifugio nel Dharma, nell’insegnamento
l’insegnamento dell’esperienza terrena è tornare al cuore
tornare al cuore significa abbandonare la vita
per scendere profondamente nell’essenza per vedere la realtà
così come è.
Il Bodhisattva (un Buddha futuro) non dovrebbe mai
infliggere danno a nessun essere
e dovrebbe invece essere intento a donare la “vita eterna”
ad ogni persona e creaturacon il guidare quell’essere
– tramite l’uso di ‘abili-mezzi’ (kausalya-upaya) –
verso il santuario del Nirvana: la più alta felicità
e la pace eterna.
Secondo il Mahaparinirvana Sutra non si dovrebbe rinunciare
al proprio Nirvana, per aiutare prima gli altri ad andare verso di esso…
uno dovrebbe prima ottenere il Risveglio (bodhi) ed il Nirvana per sé
così sarà maggiormente preparato per condurvi anche gli altri.
Però, mentre uno sta cercando il Risveglio per sé stesso
dovrebbe anche agire per il beneficio degli altri.
La motivazione per raggiungere il Risveglio dovrebbe essere
la scoperta della felicità durevole per sé
ma anche indicare agli altri la via verso quella felicità.
Fine seconda parte
Darshana degli Elohim – dai corsi di meditazione 2011
Per maggiori dettagli sui corsi di meditazione e satsangh di insegnamenti in programma da novembre 2012, scrivi a laviadelcuore@live.it
“Come considera gli animali la maggior parte degli esseri umani? E come si comporta nei loro confronti? Il modo in cui si sfruttano determinate specie è veramente ignobile. Per avere la carne, la pelliccia, il cuoio, le corna o qualche altra parte del corpo dell’animale, molti non indietreggiano di fronte a nessuna crudeltà.
Gli esseri umani sono però condannati a pagare a caro prezzo questa crudeltà verso gli animali.
In apparenza, le guerre hanno
esclusivamente cause politiche, economiche, ecc. In realtà, esse
sono anche la conseguenza di tutti i massacri di animali di cui gli esseri umani si rendono colpevoli.
La legge di giustizia, che è implacabile, li obbliga a pagare, con il loro stesso sangue,
quello che hanno fatto scorrere uccidendo gli animali.
Quanti milioni di litri di sangue versati sulla terra gridano vendetta
verso il Cielo! E l’evaporazione di quel sangue attira una
moltitudine di larve e di entità inferiori del mondo astrale,
che avvelenano l’atmosfera della Terra e alimentano i
conflitti.
Gli esseri umani vogliono la pace – per così dire – ma finché continueranno a massacrare gli animali, avranno la guerra.
Ecco una verità che non si conosce e che forse non
verrà accettata. Ma il fatto che non la si accetti non cambierà
nulla: gli umani saranno trattati così come avranno trattato gli
animali. ”
Omraam Mikhaël Aïvanhov
http://www.ecn.org/contropotere/vivpan_gli_esperimenti_sugli_animali_pe.htm
Allegati:
Un coniglietto li salverà. Almeno fino al 2013 quando finalmente entrerà in vigore il bando totale di testare i cosmetici su animali. Fino ad allora ogni anno 40mila esemplari continueranno ad essere sfigurati da rossetti, bruciati da creme. Per la legge italiana un’estetica consapevole può attendere e fino a quella data per i consumatori che non vogliano imbellettarsi con unguenti e pozioni usciti dalla morte di cavie, conigli e topi non resta che cercare sulla confezione l’emblema raffigurante un coniglio tra stellette in procinto di saltare (che resta facoltativo) e leggere l’etichetta per trovare la dicitura: “Stop ai test sugli animali Controllato da Icea Per Lav”.
«C’è tanta disinformazione al riguardo», spiega Roberta Bartocci, responsabile della campagna contro i cosmetici testati della Lega Antivivisezione. «Alcune aziende – aggiunge – scrivono non testato su animali ma in realtà non è così. Le numerose richieste da parte dei soci Lav dimostrano – sottolinea Bartocci – quanta confusione ci sia su questa materia, in parte creata dalle stesse aziende che negli ultimi anni hanno utilizzato diciture fuorvianti (cruelty free, non testato su animali, ecc.) che hanno confuso quando non ingannato i consumatori intenzionati ad un acquisto etico. Queste diciture non hanno infatti alcun valore ufficiale e dall’11 marzo 2005 solo le aziende e i loro fornitori che non effettuano e non commissionano test su animali, sia su prodotto finito che sulle materie prime utilizzate, potranno adottarle, anche se il decreto non indica se e come le aziende verrebbero controllate».
Solo l’etichetta, quindi, può fare da guida garantendo che l’azienda ha aderito allo standard internazionale stilato dalle associazioni appartenenti all’European Coalition to End Animal Experiments (Eceae). «Con l’adesione allo standard internazionale – aggiunge l’esponente Lav – l’azienda si impegna a non effettuare né commissionare test su animali per i suoi prodotti e materie prime. Controlli a sorpresa vengono poi compiuti dall’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale (icea. info) e solo allora l’azienda entra nell’elenco delle industrie consigliate». Sono poco più di una decina le aziende italiane. L’elenco, consultabile sul sito lav. it comprende: Derbe, Cibe Laboratori, Helan, Serafini, D’Aymons, Indica, Bartholomew, Saponificio Gianasso, Flora, San. Eco. Vit e Bema Cosmetici.
A queste si aggiungono quelle estere aderenti alla British Union for the Abolition of Vivisection (buav. org) e presenti sul mercato italiano: The Body shop, Montagne Jeunesse, Jason Natural Cosmetics, W. S. Badger. John Paul Mitchell Systems. Ma qual’è il mercato effettivo di questi prodotti? Restano purtroppo merci di nicchia. Stenta infatti ancora ad affermarsi il concetto di cosmesi etica salvanimali.
I prodotti, lungi da arrivare alla grande distribuzione, si possono trovare per lo più in erboristerie e in farmacie. «Tra le decine di e mail che riceviamo ogni giorno – dice Bartocci – il 60 per cento riguarda la cosmesi non testata. Sono molte le donne che si interrogano. Il nostro impegno è quello di avviare campagne di formazione proprio per erboristi e farmacisti perché la materia è molto complessa».
Non ha bisogno di corsi Elisabetta Scorsoni titolare de L’Erba Amica, un negozio in via Ezio 29 a Roma. La sua è stata una scelta coraggiosa e impegnativa. Nel suo negozio infatti si vendono solo prodotti raccomandati Lav.
«È una strada in salita – racconta – e si vende facendo informazione al cliente che spesso torna e compra di nuovo”. Le clienti più affezionate hanno dai 25 ai 40 anni sono attente e consapevoli. «Spesso – sottolinea – scoprono anche che il prodotto costa un terzo in meno rispetto a quello “normale” di profumeria». Sugli scaffali de L’Erba Amica si possono trovare anche uova di coturnice (quaglia) ottime come integratori e latte di cavalla. «Sono prodotti di animali che non muoiono, né vengono torturati».
L’azienda va ma Scorsoni non nasconde una certa delusione. All’appello mancano gli animalisti. «Dati alla mano – commenta – solo il 5 per cento degli iscritti a Roma ad associazioni come Lav, Animalisti Italiani, compra da noi. Tre anni fa, quando abbiamo aperto, ci saremmo aspettati da questo canale una clientela almeno del 30 per cento».
Cavie da laboratori Il bando totale scatterà tra 8 anni. Fino a quella data, denuncia la Lav, 40.000 cavie all’anno continueranno a essere torturate. Per chi non vuole aspettare, sotto il marchio Eceae sono già disponibili 10.000 cosmetici non testatiStop ai test sugli animali per i prodotti di cosmesi. Il bando totale scatterà dal 2013 grazie all’entrata in vigore del decreto che recepisce la direttiva Ue in materia. Intanto per altri 8 anni «40.000 animali all’anno in Europa continueranno a essere torturati ma poi basta sacrifici». Lo afferma la Lav analizzando il dl n.50 del 15 febbraio, con cui il governo ha recepito le direttive europee in materia di prodotti cosmetici, entrato in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 15 aprile n.87.
Da parte delle aziende, l’Associazione delle industrie cosmetiche italiane sottolinea che «da più di 20 anni l’industria cosmetica ha avviato e sostenuto programmi di ricerca per lo sviluppo e la convalida di metodi “alternativi”. «La nuova legislazione europea – prosegue Unipro – è stata anticipata dai comportamenti delle imprese, tanto che dai dati raccolti dalla Commissione europea risulta che il comparto cosmetico a livello comunitario, allo scopo di valutare la sicurezza di ingredienti o prodotti finiti, utilizza solo lo 0,25% del 1.070.000 di animali utilizzati nella valutazione della sicurezza di ingredienti e prodotti immessi sul mercato Ue».
Quattro le novità per gli animali introdotte dal decreto secondo Roberta Bartocci, responsabile Lav: divieto di eseguire test su animali dei prodotti cosmetici finiti a partire dall’11 settembre 2004; divieto di commercializzare prodotti cosmetici finiti che abbiano subito test su animali a partire dalla stessa data; cessazione dei test per materie prime cosmetiche entro il 2013; divieto di indicare il prodotto come “non testato su animali” a meno che non sia garantito che il test non viene compiuto in nessun punto della filiera, dall’11 marzo 2005.
In attesa del 2013, però, è già possibile acquistare cosmetici non testati su animali. Le associazioni appartenenti alla Eceae (European coalition to end animal experiments), di cui la Lav è rappresentante italiano, applicano lo standard “Non testato su animali”: l’unico riconosciuto a livello internazionale. Oggi sono disponibili circa 10.000 sostanze utilizzabili dall’industria cosmetica per formulare i propri prodotti.
Pochi testi vi sono che parlano dell’arte e della spiritualità dal punto di vista dell’arte e non della spiritualità. Solitamente l’arte viene associata alla spiritualità per il solo rapporto rappresentativo di immagini sacre, tralasciando il fatto che non vi è solo la spiritualità religiosa ma anche una spiritualità laica, che quindi non si riferisce a nessun culto religioso o pratica religiosa.
Da sempre la religiosità dei popoli si è espressa con delle immagini pittoriche e scultoree che formalizzassero i concetti astratti di un culto concretizzandoli in immagini principalmente di tipo allegorico ma anche simbolico. Il simbolico, qui inteso come geometria essenziale delle forme, è un aspetto della traduzione del sacro maggiormente rappresentato dall’architettura più che dalla pittura.
Queste rappresentazioni non sono generalmente espressione di una connesse diretta dell’artista al fenomeno spirituale ma sono espressione della committenza sacerdotale o nobiliare, gli unici che potevano permettersi di pagare degli artigiani e degli artisti per realizzare un concetto religioso più che un sentimento spirituale. Queste opere, la maggior parte delle creazioni “sacre” non sono differenti da ciò che oggi produce l’industria pubblicitaria: gli artisti che hanno affrontato i temi religiosi propagandavano il sacro come un fatto esterno, dogmatico, di potere. Questo modo di agire, distante da ciò che per noi è la spiritualità nell’arte, è stato condotto non senza ricorrere alla falsità, alla alterazione e alla manipolazione, strumenti propri della Propaganda. Pensiamo solo a tutte le opere commissionate dai ricchi signori per imbonirsi le autorità ecclesiastiche e per magnificare la propria stirpe che niente hanno di spirituale ma sono simbolo della materialità del denaro e del potere autoritario.
Certamente non tutte le opere religiose sono di tipo divulgativo e propagandistico e vi sono diversi esempi di sincera espressione del sentimento spirituale quale fonte di ispirazione artistica. Questo è il caso delle opere di diversi artisti come El Greco o Michelangelo o il Pontormo che hanno espresso senza retorica il sentimento spirituale cristiano. Queste opere infatti si differenziano notevolmente da quelle propagandistiche perché in esse si avverte, non tanto la rappresentazione di un credo ufficiale od ostentazione di potere e ricchezza, ma esse stesse diventano opere spirituali compiute in se stesse senza ricorrere a nessun stereotipo iconografico.
Vi sono anche innumerevoli artisti che hanno raggiunto alti livelli di spiritualità senza che le loro opere avessero soggetti sacri o religiosi.
È appunto in questi artisti che andrebbe ricercato ed approfondito il senso di una espressione artistica che non tenti di dimostrare, ma di “mostrare” di restituire nell’opera una “visione” più che una descrizione della spiritualità.
Secondo il nostro punto di vista ed esperienza, vi è una abissale differenza tra dimostrare e mostrarela spiritualità.
Nel primo caso l’arte, ovvero l’opera, è un mezzo il cui fine è posto al di fuori a essa, diventa un tramite come una parola per rimandare allo spirituale; nel secondo caso l’arte non è un tramite ma un evento spirituale in cui tra opera d’arte e spiritualità non vi è nessuna differenza.
L’espressione umana che predilige la forma l’estetica possiamo definirla in senso generico arte. L’esistenza umana e la complessità dei suoi contenuti e delle sue necessità si è sempre espressa nel mondo. Nel mondo si realizza. Il mondo è il luogo in cui esistiamo per qesto non vi è espressione che possa prescindere dalla indissolubile struttura di coscienza-mondo. L’arte è nel mondo che si forma e si costituisce. Un artista è quindi tale in relazione al suo operare e non del suo modo di pensare o di credere. Sono artisti tutti coloro che in virtù delle proprie esigenze espressive e di conoscenza si manifestano attraverso la creazione di opere (pittoriche, letterarie, musicali, video, ecc.).
La realizzazione di opere estetiche che non siano frutto di una vera necessità espressiva, ma solo funzionale o imitative non possono essere considerate arte ma moda, artigianato, grafica pubblicitaria, ecc.. Tutte queste sono nobilissime forme di comunicazione che rispondono ad esigenze pratiche, economiche, propagandistiche, ecc. ma che poco hanno a che fare con l’espressione della complessità umana e della sua esperienza profonda, e non possiamo per questo definirle opere d’arte.
Non tutte le forme espressive, che hanno pur sempre una dimensione estetica, sono da considerarsi arte, ma solamente quelle che soddisfano le necessità più profonde ed innominabili dell’essere umano. Potremo affermare che se un’opera estetica non soddisfa principalmente la dimensione spirituale sia nella sfera individuale che collettiva, non a si possa definire opera arte.
Gli artisti sono coloro che creano le opere d’arte. Le opere d’arte vivono in parte nella dimensione fisica ed in parte in quella spirituale. Gli artisti creano, quindi, un collegamento tra l’esperienza materiale della dimensione spazio-tempo e le altre dimensioni che in qualche modo trascendono la condizione di finitezza del corpo, e che possiamo definirle spirituali.
L’artista, come uno sciamano, crea un canale che apre la vita umana a nuove e misteriose dimensioni che non possono essere ridotte ai soli sensi fisici ma in qualche modo permettono alla coscienza di avvertire o sperimentare la vita oltre la morte.
L’artista è quindi colui che vive in prima persone durante la creazione questo stato di “rapimento” e riesce a trasferire e fissare nella sua opera queste esperienze vissute in altre dimensioni. L’opera d’arte diventa in questo modo una porta che può essere compresa, o meglio vissuta, solo attraverso l’azione del suo percepente che “accetta” e percepisce questa dimensione. Non esiste opera d’arte se l’artista non “registra” questa dimensione sull’opera e se chi la percepisce non ne attiva i contenuti.
tratto dal sito www.antsonweb.com